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10. Giugno 2026

Chi Sono

Perché ho scelto il percorso olistico: la mia storia

Ci sono storie che si raccontano facilmente. La mia non è una di quelle.

Ma se sei qui, forse è perché anche tu porti qualcosa di pesante. E allora voglio essere onesta con te — fino in fondo.

Vivevo nella paura

Non la paura di qualcosa di preciso. Era una paura diffusa, costante, come un rumore di fondo che non si spegne mai. Paura di sbagliare. Paura di deludere. Paura che se mi fossi fermata un secondo, tutto sarebbe crollato.

Sono cresciuta senza un papà, con una mamma affetta da depressione. Da bambina ho imparato presto a non fare rumore, a non chiedere troppo, a farmi piccola piccola per non aggiungere peso a chi già ne portava troppo. Leggevo l'umore di chi mi stava intorno come fosse una questione di sopravvivenza — perché in un certo senso lo era.

E così la paura è diventata la mia aria. Qualcosa di così normale che non sapevo nemmeno di respirarla.

Il corpo che parlava per me

Fin da piccola il mio corpo non stava bene. Soffrivo di dermatite atopica grave — una condizione che non è solo fisica. È visibile, esposta, impossibile da nascondere. La pelle che brucia, che prude, che si spacca. E insieme al dolore fisico, la vergogna. Il senso di essere diversa, di dover spiegare, di sentire gli occhi degli altri addosso.

Ho dovuto fare l'ormone della crescita. Un'altra cosa che mi faceva sentire fuori posto, sbagliata, come se il mio corpo non funzionasse come avrebbe dovuto.

Oggi capisco che il mio corpo stava cercando di dirmi qualcosa. Che tutto quel dolore fisico era anche il riflesso di un dolore più profondo che non riuscivo ad esprimere in nessun altro modo.

Pensavo di essere sbagliata

Per anni ho creduto che il problema fossi io.

Ero troppo sensibile, mi dicevano. Troppo emotiva. Troppo intensa. Sentivo tutto con una forza che gli altri sembravano non capire — le emozioni altrui mi attraversavano come fossero mie, i luoghi affollati mi svuotavano, le parole dette di sfuggita mi rimanevano addosso per giorni.

E il giudizio degli altri era sempre lì. Quello sguardo che ti fa sentire fuori posto. Quella sensazione di non essere mai abbastanza — abbastanza forte, abbastanza normale, abbastanza brava. Ho passato anni a cercare di diventare una versione di me stessa che andasse bene per tutti. Una versione silenziosa. Ordinata. Che non desse fastidio.

Ma dentro, ero esausta.

Una stanchezza che andava oltre il fisico

Non era solo stanchezza del corpo. Era qualcosa di più profondo — un esaurimento dell'anima. Mi svegliavo già stanca. Andavo avanti perché dovevo, perché c'era sempre qualcuno che aveva bisogno di me, sempre qualcosa da fare, sempre un motivo per rimandare me stessa.

E poi è arrivata la fibromialgia.

Un dolore diffuso, invisibile, incompreso. Uno di quei dolori che non si vedono dall'esterno ma che ti consumano dall'interno, ogni giorno. Insieme alla fibromialgia, interventi chirurgici importanti che hanno messo ulteriormente alla prova il mio corpo e la mia resistenza.

Il mio corpo stava urlando. Io cercavo ancora di andare avanti.

Mi ero persa.

La perdita che ha cambiato tutto

Tre anni fa ho perso mia mamma.

È stato il momento più buio della mia vita. E insieme, il più illuminante.

Negli ultimi giorni con lei ho ricevuto un insegnamento che non dimenticherò mai — non nelle parole, ma nell'essenza. Qualcosa di semplice e devastante allo stesso tempo. Il tipo di verità che riesci a sentire solo quando smetti di scappare.

In quel momento qualcosa dentro di me si è rotto. E poi, lentamente, si è ricostruito in modo diverso.

Ho detto basta. Basta vivere nella paura. Basta portare pesi che non mi appartenevano. Basta aspettare che qualcuno mi dicesse che ero abbastanza. Basta giudicarmi con gli occhi degli altri.

Per la prima volta nella mia vita, ho scelto me.

Il percorso che mi ha trasformata

Ho iniziato a studiare — prima per guarire me stessa, poi per capire come portare quella guarigione anche agli altri.

Mi sono formata nel Reiki fino al livello di Master, nella Radiestesia e Radionica, nell'EFT Tapping, nella Chirurgia Energetica, nel Massaggio Metamorfico, nelle Chi Ball e nelle Attivazioni. Ogni disciplina mi ha dato uno strumento. Ma soprattutto, ogni passo del percorso mi ha chiesto di andare più in profondità dentro me stessa.

Ho capito che per essere un canale di guarigione per gli altri, dovevo prima imparare a guarire me. E che la mia storia — quella che per anni avevo vissuto come una vergogna — era in realtà la mia risorsa più grande.

Perché sono qui

Non lavoro con le persone perché ho tutte le risposte. Sono qui perché so cosa significa sentirsi sbagliate. So cosa significa convivere con un dolore che nessuno vede. So cosa significa essere così stanche da non ricordare più come ci si sente leggeri. So cosa significa portare addosso il giudizio degli altri come se fosse la verità.

Ho vissuto tutto questo nel mio corpo, nella mia pelle — letteralmente.

E quella bambina che viveva nella paura, con la pelle che bruciava e il cuore ancora più fragile, è ancora con me. Ma oggi non la lascio da sola.

Ed è lei — con tutta la sua storia — che si siede accanto a te durante ogni sessione.

Se sei arrivata fin qui, forse stai cercando qualcosa di simile a quello che cercavo io. Non devi avere le parole giuste. Non devi essere pronta. Devi solo fare un passo.

Sono qui. 🌿

Helga — Operatrice Olistica | Armonia Energetica
📩 helgaarmoniaenergetica111@gmail.com
📲 WhatsApp: +39 392 645 2908

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